Racconto: Pratolina e la gallina Caterina
Una storia di primavera
Un giorno, nella sua casetta, Pratolina preparò con cura una cesta. Dentro sistemò dieci uova, lisce e tonde, già pronte a custodire una nuova vita. Quando ebbe finito, prese la cesta tra le mani e si diresse verso il fienile, dove vivevano le galline.
Tra tutte, la sua preferita era la gallina Caterina. Appena vide le uova, Caterina si avvicinò e senza esitazione si posò sulla cesta. Con le sue ali le coprì e iniziò a covarle con pazienza, proteggendole con amore. Era diventata una chioccia.
Passarono i giorni, uno dopo l’altro, fino a diventare ventuno. Pratolina non vedeva l’ora di tornare al fienile. Era sicura che i pulcini fossero nati.
Quando arrivò, si avvicinò alla cesta e guardò dentro. Poi iniziò a contare: uno, due, tre, quattro, cinque, sei, sette. Si fermò. Sette? Ma io avevo messo dieci uova ?
Il suo cuore iniziò a battere più forte. Pensò subito che i tre pulcini mancanti fossero usciti dalla cesta e che potessero essere in pericolo. Senza pensarci, uscì di corsa dal fienile e si diresse verso il prato, piena di ansia e preoccupazione.
Fu lì che incontrò Camomillo il fiore gentile del prato che ascolta i silenzi. Con dolcezza, Camomillo lasciò scivolare una gocciolina di rugiada sulla mano di Pratolina e le sussurrò:
“Gocciolina magica, cuore leggero,
Camomillo è qui, ti ascolta davvero.
Chiudi gli occhi, respira piano
e la paura vola via lontano.”
Pratolina chiuse gli occhi, respirò lentamente e sentì il suo cuore calmarsi. In quel momento capì che forse le uova non si erano ancora schiuse tutte.
Riaprì gli occhi e tornò verso il fienile, questa volta con passo più tranquillo. Si avvicinò alla cesta e proprio in quel momento sentì un rumore.
Crack… crack… crack…
Le ultime tre uova si stavano aprendo. I pulcini stavano nascendo proprio in quel momento.
Pratolina sorrise felice ed esclamo: "Sono nati! Che carini!". Li prese con delicatezza, poi si sedette accanto a Caterina, accarezzandola dolcemente, mentre il papà galletto restava lì, calmo e attento, ad osservare.
In quel momento Pratolina capì qualcosa di importante: la natura ha i suoi tempi, e bisogna saper aspettare.
Sorrise.
Aveva appena assistito a una grande meraviglia: la vita che nasce.
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