Consigli utili per l'utilizzo delle schede presenti nel Blog

Precauzioni per l’uso delle SCHEDE CARTACEE E DIGITALI presenti nel mio blog, modi e tempi di somministrazione

Le schede didattiche digitali o cartacee sono utili ma se vengono somministrate in modo scorretto possono rivelarsi dannose.

Le prime, le digitali, possono essere utilizzate sempre in qualsiasi momento della giornata scolastica perché é un esercizio ludico piacevole per il bambino che apprende autonomamente, anche dai suoi errori, le definirei quasi come un processo di auto formazione; l’intervento dell’insegnante é limitato alla sola introduzione iniziale.

Le schede cartacee a sua volta si dividono in schede di esercizio per lo sviluppo della motricità fine e schede di verifica che danno la possibilità di capire all’insegnante se il piccolo alunno abbia o no raggiunto l’obiettivo prefissato.
Le schede cartacee di esercitazione, pregrafismo e coloritura, devono essere somministrate con parsimonia, possibilmente alla stessa ora e non più di una al giorno (salvo richiesta espressa fatta dall’alunno), per il tempo necessario del completamento o fino a quando il bambino dimostra stanchezza o sofferenza, in parole povere bisogna assolutamente evitare forzature.

Con le schede di verifica il discorso cambia, poiché devono essere somministrate con estrema cautela e solo dopo un lungo percorso didattico di attività mirate: giochi simbolici individuali e di gruppo, canzoncine, filastrocche, attività manipolative e tutto quello che serve per dare al bambino la giusta padronanza. La scheda di verifica quindi non è un esercizio, lo diventerà solo in un secondo momento cioè quando il bambino ha acquisito la competenza. Non bisogna assolutamente cadere nell’errore di far sentire un bambino inadeguato o ancor peggio incapace di poter svolgere un compito dato solo per una nostra negligenza poiché un calo di autostima in questa fascia di età può rivelarsi “FATALE”.


Ricapitolando:
Schede digitali: qualsiasi momento é buono;
Schede cartacee di coloritura e pregrafismo: non più di una al giorno e possibilmente sempre alla stessa ora;
Schede di verifica: da somministrare con estrema cautela e solo dopo una lunga “terapia preparatoria”.

❤️Ricordiamoci che:
Un malloppo carico di schede cartacee consegnato come lavori di fine anno non dimostra la bravura di un insegnante...

Più schede cartacee consegniamo e più dimostriamo di aver sacrificato altre attività utilissime per lo sviluppo armonico del bambino e mi riferisco anche al semplice gioco libero di gruppo che in questa età, sotto lo sguardo attento e vigile dell’insegnante, é utilissimo per l’acquisizione delle prime regole di comportamento sociale.


lunedì 19 gennaio 2026

Una riflessione che sento dentro

 



In questi giorni, mentre lavoravo al racconto di Pratolina e al percorso sull’inverno, mi sono fermata.

Non per programmare, non per pensare alla prossima attività.

Mi sono fermata davvero.


E mi sono resa conto di una cosa semplice, ma importante:

da una sola storia sono nati tantissimi percorsi.

E non perché io li abbia “cercati”, ma perché la storia ha avuto il tempo di vivere.


L’inverno non è stato solo l’inverno.

È diventato paura, attesa, calma, gioia.

È diventato ascolto, osservazione, tracce da seguire, versi da riconoscere.

È diventato dialogo, domande, silenzi.


E lì ho sentito che il mio lavoro era centrato.


Poi ho pensato alla scuola, a quella che viviamo ogni giorno.

A quante volte siamo travolte dalle ricorrenze, dalle “giornate di…”, dai tempi stretti.

E a quante volte, senza nemmeno accorgercene, rischiamo di fare attività che nascono e muoiono nello stesso giorno.


Un disegno, una scheda, un colore.

E poi via, si passa ad altro.


Ma dentro il bambino… cosa resta?


Io sento che resta poco, se non c’è un tempo per tornare, per riflettere, per collegare.

Resta l’idea che si fa qualcosa perché “oggi tocca”, non perché ha senso.

E questo, piano piano, educa più al consumo che alla consapevolezza.


Io credo invece che i bambini abbiano bisogno di altro.

Hanno bisogno di lentezza.

Di storie che accompagnano.

Di adulti che non hanno paura di fermarsi e di ascoltare insieme a loro.


Quando un bambino impara che anche la paura può essere attraversata,

che fermarsi e respirare aiuta a vedere meglio,

che una soluzione si trova con calma,

non stiamo insegnando solo una competenza.


Stiamo insegnando un modo di stare nel mondo.


Forse questa è la scuola che sento mia.

Non perfetta, non veloce, non sempre allineata alle mode.

Ma una scuola che costruisce, giorno dopo giorno, qualcosa che resta.


E ogni volta che me ne accorgo, mi sento grata.

Perché capisco che, nonostante tutto, sono esattamente dove volevo essere.

Maestra Marinica😘


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