Consigli utili per l'utilizzo delle schede presenti nel Blog

Precauzioni per l’uso delle SCHEDE CARTACEE E DIGITALI presenti nel mio blog, modi e tempi di somministrazione

Le schede didattiche digitali o cartacee sono utili ma se vengono somministrate in modo scorretto possono rivelarsi dannose.

Le prime, le digitali, possono essere utilizzate sempre in qualsiasi momento della giornata scolastica perché é un esercizio ludico piacevole per il bambino che apprende autonomamente, anche dai suoi errori, le definirei quasi come un processo di auto formazione; l’intervento dell’insegnante é limitato alla sola introduzione iniziale.

Le schede cartacee a sua volta si dividono in schede di esercizio per lo sviluppo della motricità fine e schede di verifica che danno la possibilità di capire all’insegnante se il piccolo alunno abbia o no raggiunto l’obiettivo prefissato.
Le schede cartacee di esercitazione, pregrafismo e coloritura, devono essere somministrate con parsimonia, possibilmente alla stessa ora e non più di una al giorno (salvo richiesta espressa fatta dall’alunno), per il tempo necessario del completamento o fino a quando il bambino dimostra stanchezza o sofferenza, in parole povere bisogna assolutamente evitare forzature.

Con le schede di verifica il discorso cambia, poiché devono essere somministrate con estrema cautela e solo dopo un lungo percorso didattico di attività mirate: giochi simbolici individuali e di gruppo, canzoncine, filastrocche, attività manipolative e tutto quello che serve per dare al bambino la giusta padronanza. La scheda di verifica quindi non è un esercizio, lo diventerà solo in un secondo momento cioè quando il bambino ha acquisito la competenza. Non bisogna assolutamente cadere nell’errore di far sentire un bambino inadeguato o ancor peggio incapace di poter svolgere un compito dato solo per una nostra negligenza poiché un calo di autostima in questa fascia di età può rivelarsi “FATALE”.


Ricapitolando:
Schede digitali: qualsiasi momento é buono;
Schede cartacee di coloritura e pregrafismo: non più di una al giorno e possibilmente sempre alla stessa ora;
Schede di verifica: da somministrare con estrema cautela e solo dopo una lunga “terapia preparatoria”.

❤️Ricordiamoci che:
Un malloppo carico di schede cartacee consegnato come lavori di fine anno non dimostra la bravura di un insegnante...

Più schede cartacee consegniamo e più dimostriamo di aver sacrificato altre attività utilissime per lo sviluppo armonico del bambino e mi riferisco anche al semplice gioco libero di gruppo che in questa età, sotto lo sguardo attento e vigile dell’insegnante, é utilissimo per l’acquisizione delle prime regole di comportamento sociale.


sabato 28 marzo 2026

UNA STORIA DI PRIMAVERA “ PRATOLINA E LA GALLINA CATERINA”







Dove sono finiti i tre pulcini?

In questo video vi racconto la storia di Pratolina e la gallina Caterina, un racconto semplice e coinvolgente che accompagna i bambini alla scoperta della nascita dei pulcini.


Pratolina prepara 10 uova, ma quando torna al fienile ne trova solo 7…

dove sono finiti gli altri pulcini?


Attraverso questa storia, i bambini imparano ad aspettare, a gestire l’ansia e a scoprire che la natura ha i suoi tempi.


Obiettivi didattici:

✔ educazione emotiva (attesa, paura, rassicurazione)

✔ osservazione della natura

✔ conteggio fino a 10

✔ arricchimento del linguaggio





Racconto: Pratolina e la gallina Caterina



Una storia di primavera


Un giorno, nella sua casetta, Pratolina preparò con cura una cesta. Dentro sistemò dieci uova, lisce e tonde, già pronte a custodire una nuova vita. Quando ebbe finito, prese la cesta tra le mani e si diresse verso il fienile, dove vivevano le galline.

Tra tutte, la sua preferita era la gallina Caterina. Appena vide le uova, Caterina si avvicinò e senza esitazione si posò sulla cesta. Con le sue ali le coprì e iniziò a covarle con pazienza, proteggendole con amore. Era diventata una chioccia.

Passarono i giorni, uno dopo l’altro, fino a diventare ventuno. Pratolina non vedeva l’ora di tornare al fienile. Era sicura che i pulcini fossero nati.

Quando arrivò, si avvicinò alla cesta e guardò dentro. Poi iniziò a contare: uno, due, tre, quattro, cinque, sei, sette. Si fermò. Sette? Ma io avevo messo dieci uova ?

Il suo cuore iniziò a battere più forte. Pensò subito che i tre pulcini mancanti fossero usciti dalla cesta e che potessero essere in pericolo. Senza pensarci, uscì di corsa dal fienile e si diresse verso il prato, piena di ansia e preoccupazione.

Fu lì che incontrò Camomillo il  fiore gentile del prato che ascolta i silenzi. Con dolcezza, Camomillo lasciò scivolare una gocciolina di rugiada sulla mano di Pratolina e le sussurrò:

“Gocciolina magica, cuore leggero,

Camomillo è qui, ti ascolta davvero.

Chiudi gli occhi, respira piano

e la paura vola via lontano.”

Pratolina chiuse gli occhi, respirò lentamente e sentì il suo cuore calmarsi. In quel momento capì che forse le uova non si erano ancora schiuse tutte.

Riaprì gli occhi e tornò verso il fienile, questa volta con passo più tranquillo. Si avvicinò alla cesta e proprio in quel momento sentì un rumore.

Crack… crack… crack…

Le ultime tre uova si stavano aprendo. I pulcini stavano nascendo proprio in quel momento.

Pratolina sorrise felice ed esclamo: "Sono nati! Che carini!". Li prese con delicatezza, poi si sedette accanto a Caterina, accarezzandola dolcemente, mentre il papà galletto restava lì, calmo  e attento, ad osservare.

In quel momento Pratolina capì qualcosa di importante: la natura ha i suoi tempi, e bisogna saper aspettare.

Sorrise.

Aveva appena assistito a una grande meraviglia: la vita che nasce. 




Schede da colorare: 
 






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